Anime nere (Italia/Francia, 2014)

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Altri titoli
Black Souls (Usa)
Calabria (Spagna)
Les ames noires (Francia)

Durata: 103 min.
Colore: colore
Audio: sonoro
Genere: drammatico
Regia: Francesco Munzi
Aiuto regia: Nicola Scorza
Soggetto: Francesco Munzi, Fabrizio Ruggirello
Sceneggiatura: Francesco Munzi, Fabrizio Ruggirello, Maurizio Braucci, Gioacchino Criaco
Fotografia: Mauro Marchetti
Scenografia: Vladan Radovic
Montaggio: Cristiano Travaglioli
Musiche: Giuliano Taviani
Costumi: Marina Roberti
Produzione: Luigi e Olivia Musini (Cinema Undici e Babe Films)
Distribuzione: Good Films
Cast: Marco Leonardi (Luigi), Peppino Mazzotta (Rocco), Fabrizio Ferracane (Luciano), Anna Ferruzzo (Antonia), Giuseppe Fumo (Leo), Barbora Bobulova (Valeria), Aurora Quattrocchi (Mamma Rosa), Paola Lavini (madre di Lucia), Pasquale Romeo (Ercole), Vito Facciolla (Pasquale), Carlos Bardem (Miguel), 

Premi e Riconoscimenti: 9 David di Donatello 2015, 2 Ciak d'Oro 2015, Premio Pasinetti al miglior film a Francesco Munzi, Nomination a Leone d'Oro a Francesco Munzi al Festival del Cinema di Venezia 2014, Premio Monicelli al regista del miglior film a Francesco Munzi e Premio Franco Cristaldi al miglior produttore a Luigi Musini al Bari Film Festival 2015
Votazioni della Critica: Morandini (?), Farinotti (?)
Incassi al botteghino: € 820.000

Location: Africo (RC), Bianco (RC)

Sinossi
Luigi è un trafficante internazionale di droga, legato a potenti gruppi sudamericani. Il fratello Rocco vive a Milano con la moglie Valeria e la loro bambina. Non accetta lo stile di vita del fratello minore ma è imprenditore grazie al denaro illecito di quest'ultimo. Luciano, il maggiore dei tre fratelli, è rimasto in Calabria a lavorare con semplicità la sua terra e ad allevare le capre, con l'obiettivo, forse illusorio, di rendersi estraneo agli affari illeciti dei fratelli. Leo, giovane e rancoroso figlio di Luciano, per ripicca spara alcuni colpi di fucile sulla saracinesca di un bar protetto da un clan della 'Ndrangheta, loro rivale. La cosa riaccende una guerra latente che suggerisce a Luigi di tornare al paese per sistemare le cose, magari rinsaldando le alleanze con le altre famiglie, così da acquisire più forza. Ma prima di concludere alcunché Luigi viene assassinato per strada da un sicario. Rocco, giunto da Milano, è deciso a vendicarsi subito ma prima di agire attende di nuovo di sapere se la sua famiglia è sola o può contare su un sostegno. Leo, legatissimo allo zio Luigi, di fronte al temporeggiare dei grandi, sente il dovere di risolvere le cose da solo. Nel piano-lampo che escogita per uccidere il boss nemico, viene tradito dal suo complice ed è ucciso. La cosa sconvolge tutti, in particolare il padre Luciano che, dopo aver bruciato le foto di suo padre morto anni prima in un agguato causato proprio da membri del clan rivale, rientra a casa dove uccide il fratello minore Rocco, meditando il suicidio che completerebbe lo sterminio di tutti gli uomini della sua famiglia.

Critica
« Un inquietante, ben recitato ritratto di una società feudale incarnata di violenza, rivalsa e machismo mortale […] L’antitesi di uno splatter sensazionalista […] Questo non è intrattenimento, è la vita e la morte ».
© Stephen Holden sul New York Times

« Superbo. La sceneggiatura è meravigliosamente tortuosa e del tutto imprevedibile. Munzi bilancia autenticità e poesia. Eccellente film ».
© Howard Feinstein su Filmmaker

Curiosità
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