La lettera (Italia, 2004)

11:43 Marco 0 Comments

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Durata: 113 min.
Colore: colore
Audio: sonoro
Genere: drammatico
Regia: Luciano Cannito
Aiuto Regia: Fabio Tagliavia
Soggetto: Massimiliano Durante, Carmelo Pennisi
Sceneggiatura: Massimiliano Durante, Carmelo Pennisi
Fotografia: Romano Albani
Scenografia: Carlo Sala
Montaggio: Maurizio Gaibisso
Musiche: Marco Schiavoni
Costumi: Ivo Crnojevic
Produzione: Pietro Belpedio, Fabio Diotallevi (Zeal)
Distribuzione: Minerva Pictures
Cast: Vittoria Belvedere (Margherita Guzman), Gianni Federico (Sebastiano), Dino Abbrescia (Saverio Esposito), Timonthy Martin (Moses), Giorgia Pieretti (Ginestra), Marcello Perracchio (il direttore della scuola), Raffaella Arpià (Trofimena), Salvo Arena (l'autista dell'autobus), Marco Panella (Diego), Antonio Sapone (Arturo), Enzo Zolea, Giacinto Ferro

Premi e Riconoscimenti: riconosciuto dal MIBAC come di Interesse Culturale Nazionale
Votazioni della Critica: Morandini (*), Farinotti (?)
Incassi al botteghino: € ---------

Location: Bova Superiore (RC), Pentedattilo (Frazione del comune di Melito Porto Salvo - RC), Reggio Calabria (la fiumara dell'Amendolea, via Marina e scuola elementare Carducci)

Sinossi
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Critica
« Arrestato ingiustamente durante Tangentopoli, il padre di Margherita (Belvedere) si uccide e lei finisce a fare la maestra in un paesino della Calabria. Si scontra con la realtà locale, ma conquista i ragazzi. Quando decide,1per stimolare negli alunni l’apprendimento dell’inglese, di intraprendere una corrispondenza con un americano, capita che quello sia in realtà un indiano d’America condannato alla sedia elettrica. Nascono varie complicazioni: i genitori si oppongono alla corrispondenza, e i ragazzi decidono di nascondersi. Non si sa cosa sia peggio, in questo pastrocchio che è tra i più brutti film dell’anno: la costruzione sbilenca (con un prologo inutile e trame secondarie infilate a forza), o i dialoghi leziosi e retorici? I personaggi, stereotipi ambulanti? La direzione degli attori, o esagitati o legnosi, è terribile, e lo stile della regia alterna sciatterie a impennate da videoclip con effetti digitali nei momenti meno opportuni? Sleale nell’uso dei bambini e nel mobilitare tutti i grandi temi” possibili, il film farebbe anche indignare. Ma non vale la pena, perché non è quasi uscito in sala. In compenso, ha usufruito dei fondi pubblici per gli esordienti ».
Emiliano Morreale, Film Tv ©

Voce alle Maestranze
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Curiosità
Film realizzato con il contributo del MIBAC.

Galleria Fotografica

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