Un mondo d'amore (Italia, 2003)

14:49 Marco 0 Comments

Altri titoli
A world of love (Inernazionale)

Durata: 88 min.
Colore: colore
Audio: sonoro
Genere: biografico/drammatico
Regia: Aurelio Grimaldi
Aiuto Regia: Guendalina Zampagni
Soggetto: Aurelio Grimaldi, Anna Maria Coglitore
Sceneggiatura: Aurelio Grimaldi, Anna Maria Coglitore
Fotografia: Massimo Intoppa
Scenografia: Ivana Gargiulo Rocca
Montaggio: Giuseppe Pagano
Musiche: Maria Soldatini
Costumi: Claudia Vaccaro
Produzione: Caterina Nardi, Leonardo Giuliano (Impresa Pubblici Esercizi)
Distribuzione: Stazione Marittima per Gruppo Pasquino
Cast: Arturo Paglia (Pier Paolo Pasolini), Guia Jelo (la madre Susanna), Fernando Pannullo (il padre Carlo Alberto), Gaetano Amato (il maresciallo dei carabinieri), Mariolina De Fano, Teresa Pascarelli (la signora Prestardi), Fabrizio Raggi, Diego Pagotto (carabinere), Loredana Cannata

Premi e Riconoscimenti: presentato al Toronto International Film Festival nella sezione "Visions" nel 2002; presentato al Singapore International Film Festival nel 2003; presentato al Rotterdam International Film Festival nel 2003; presentato al Hong Kong International Film Festival nel 2003
Votazioni della Critica: Morandini (**), Farinotti (?)
Incassi al botteghino: € 21.812

Location: Vibo Valentia

Sinossi
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Critica
« Aurelio Grimaldi è la dimostrazione che se vuoi fare fai. Magari con mezzi limitati, ma nessuno può tapparti la bocca. Ora questo cerimonioso siciliano ma dall'anima d'acciaio torna su Pasolini dopo che con 'Nerolio' aveva dedicato un film alla parte finale della vita del poeta... Che dire? Che il film non sembra povero anche se lo è, ed è un complimento. Che non fa una piega il suo rinfrescare la memoria sul calvario del Poeta che vedeva più lontano di tutti. Che cosa non persuade allora? Forse, una certa pedanteria didascalica e pure un che di civetteria che lo fa sentire fratello di martirio a PPP, cui Grimaldi proprio non sa rinunciare ».
Roberto Nepoti, la Repubblica 7/06/2003 ©

« Peccato che Grimaldi ignori lessico e usi dell'epoca e apra il film con 'La terza notte' di Neil Sedaka, canzone di quindici anni dopo: del resto, gli anacronismi abbondano. Bella, invece, la fotografia in bianco e nero di Massimo Intoppa. Quanto ad Arturo Paglia, se voleva somigliare fisicamente a Pasolini, doveva affilare il volto, non solo mettere occhiali squadrati; se voleva somigliargli psicologicamente non doveva abbassare sempre gli occhi ».
Maurizio Cabona, Il Giornale 6/6/2003 ©

Curiosità
Il film ha ottenuto un sostegno economico dal MIBAC

Galleria Fotografica

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