Preferisco il rumore del mare (Italia/Francia, 1999)

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Altri titoli
Prefiero el rumor del mar (Argentina)
Je préfèr le bruit de la mer (Francia)
I prefer the sound of the sea (Internazionale)

Durata: 90 min.
Colore: colore
Audio: sonoro
Genere: drammatico
Regia: Mimmo Calopresti
Aiuto Regia: Alessandro Angelini
Soggetto: Mimmo Calopresti, Heidrun Schleef, Francesco Bruni
Sceneggiatura: Mimmo Calopresti, Francesco Bruni
Fotografia: Luca Bigazzi
Scenografia: Alessandro Marrazzo
Montaggio: Massimo Fiocchi
Musiche: Franco Piersanti
Costumi: Silvia Nebiolo
Produzione: Donatella Botti, Roberto Cicutto, Luigi Musini (Mikado, Bianca-Film, Rai, Arcapix)
Distribuzione: Mikado Film
Cast: Silvio Orlando (Luigi), Michele Raso (Rosario), Fabrizia Sacchi (Serena), Mimmo Calopresti (Don Lorenzo), Paolo Cirio (Matteo), Andrea Occhipinti (Massimo), Enrica Rosso (Elisabetta), Marcello Mazzarella (Vincenzo), Eugenio Masciari (Cappabianca), Raffaella Lebboroni (Miriam), Palma Valentina Di Nunno (Adele), Lorenzo Ventavoli (Umberto), Enrica Rosso (Elisabetta), Concettina Luddeni (la madre di Luigi), Laura Curino (la governante), Antonio Ferrante (Pasquale), Stefano Venturi (Giovanni), Walter Malosti (il gestore della libreria), Maria Elena Mancuso (la moglie di Vincenzo)

Premi e Riconoscimenti: Presentato al Festival di Cannes 2000 nella “Quinzaine des Realisateurs”; Nastro d'Argento 2000 a Silvio Orlando come migliore attore
Votazioni della Critica: Morandini (***), Farinotti (?)
Incassi al botteghino: £ 1.410.038.000

Location: Bagnara Calabra (RC) (cimitero, spiaggia, litorale rione Marinella)

Sinossi
Rosario è un ragazzo calabrese rimasto solo, con il padre in galera e la madre uccisa, vittima d'una faida. Luigi è un dirigente affermato, di origini calabresi residente a Torino. Matteo è l'unico figlio di Luigi. Quando i due ragazzi s'incontrano a Torino, dove Rosario viene ospitato dalla comunità di Don Lorenzo per interessamento di Luigi che aveva conosciuto il ragazzo durante un vacanza in Calabria, nel suo paese natio. Comincia un difficile rapporto controverso destinato a cambiare molte cose.

Critica
« Il titolo, direbbero in un giornale, "canta" (e giustamente, è un verso di Dino Campana). L'affiche è elusivamente poetica (un mare blu, particolare di un quadro di Guccione). Lo stile, esaltato dalla bella fotografia di Luca Bigazzi, è pudico, austero, elegante. E il soggetto mira alto, a toccare corde che parlano a tutti e di tutti, perché attraverso un'amicizia tra due ragazzi molto diversi fa confluire in un'unica storia due problemi brucianti, il rapporto tra Nord e Sud, e lo scontro tra la generazione dei padri e quella dei figli... Dobbiamo accettare, più che capire, perché il quindicenne Matteo (Paolo Cirio) è così chiuso e antipatico. Va bene che è figlio di separati, che il padre Luigi (Silvio Orlando) - di origine calabrese, dirigente in una grande azienda torinese di proprietà del suocero - è distaccato e distratto e la mamma è parecchio strana e sembra indifferente... E il giovane calabrese Rosario (Michele Raso), che Luigi decide di aiutare portandolo in una comunità, lontano dalla Calabria dove il ragazzo è isolato, ha tutte le ragioni di essere silenzioso e pacatamente arrogante, visto che la madre gli è stata uccisa in una faida e il padre è in carcere. Ma la sua reticenza, la reticenza di Calopresti e una recitazione molto rigida e antiemotiva ci lasciano ai margini del suo problema... Ma il crescendo drammatico resta per molti aspetti inspiegato, se non dai pregiudizi profondi che Luigi, interpretato con un eccesso di distacco da Silvio Orlando, continua a nutrire per le proprie origini - il Sud, la piccola borghesia. A meno che la chiave di lettura di questo film sincero, ambizioso ed elusivo non stia nel nome della libreria in cui il giovane Rosario lavora, e che si chiama Franti, come il cattivaccio deamicisiano che si è meritato a suo tempo un elegio di Umberto Eco. La bontà di cui i due ragazzi leggono nel libro Cuore, stranamente appassionati, è sparita. Tanto vale, pensa Rosario, ascoltare il rumore del mare. Anche se, pure in Calabria... ».
I. Bignardi, la Repubblica 25/03/2000 ©

Curiosità
Il titolo del film richiama due noti versi dei "Canti Orfici" di Dino Campana: “Lavorare, lavorare, lavorare / preferisco il rumore del mare”.

Il film è stato realizzato con il sostegno della Regione Piemonte e il contributo del Dipartimento dello Spettacolo.

Galleria Fotografica

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