L'armata Brancaleone (Italia/Francia/Spagna, 1966)

14:35 Marco 0 Comments

Altri titoli
La armada Brancaleone (Argentina, Spagna)
Die unglaublichen Abenteuer des hochwohllöblichen Ritters Branca Leone (Germania)

Durata: 120 min.
Colore: colore
Audio: sonoro
Genere: avventura/commedia
Regia: Mario Monicelli
Aiuto Regia: Renzo Marignano, Dino Di Palma
Soggetto: Mario Monicelli, Agenore Incrocci e Furio Scarpelli (Age e Scarpelli)
Sceneggiatura: Mario Monicelli, Agenore Incrocci e Furio Scarpelli (Age e Scarpelli)
Fotografia: Carlo Di Palma
Scenografia: Piero Gherardi
Montaggio: Ruggero Mastroianni
Musiche: Carlo Rustichelli
Costumi: Piero Gherardi
Effetti Speciali: Armando Grilli
Produzione: Mario Cecchi Gori (Fair Fim, Les Films Marceau, Vertice Film)
Distribuzione: Titanus
Cast: Vittorio Gassman (Brancaleone da Norcia), Gian Maria Volonté (Teofilatto dei Leonzi), Folco Lulli (Pecoro), Catherine Spaak (Matelda), Enrico Maria Salerno (Zenone), Maria Grazia Buccella (la vedova), Barbara Steele (Teodora), Carlo Pisacane (Abacuc), Ugo Fangareggi (Mangold), Gianluigi Crescenzi (Taccone), Pippo Starnazza (Piccioni), Luigi Sangiorgi (Manuc), Fulvia Franco (Luisa), Pablo Tito Garcìa (Filuccio), Joaquìn Dìaz (Guccione), Luis Induni (Luigi di Sangi), Carlos Ronda (Enrico di Andrea), Juan C. Carlos (Aldo di Scaraffone), Alfio Caltabiano (Arnolfo Mano-di-ferro), Philippa de la Barre de Nanteuil (Isadora)

Premi e Riconoscimenti: 3 Nastri d'Argento per la miglior colonna sonora, la migliore fotografia e i migliori costumi
Votazioni della Critica: Morandini (****), Farinotti (****)
Incassi al botteghino: £ 334.000.000

Location: Le Castella (frazione di Isola Capo Rizzuto – KR)

Sinossi
Nell'Italia del periodo medievale, un cavaliere, alquanto particolare, di nome Brancaleone da Norcia guida un gruppo di sventurati alla conquista del feudo di Aurocastro nelle Puglie, dove giungeranno non prima d'aver attraversato svariate disavventure e subito delle perdite.

Il Film e il Paesaggio Calabrese
« Avanti verso Aurocastro nel core di Puglia....Avanti miei gagliardi. In marcia ! » queste sono le suadenti e rassicuranti parole esplicitate dall'aitante mezzo cavaliere e mezzo samurai Brancaleone da Norcia per motivare la “brigata” al suo seguito alla conquista del succitato feudo; in realtà è quasi miracoloso il fatto che quest'anti-eroica ed impreparata ciurma giunga quasi illesa o con piccole perdite nello sperduto feudo di Aurocastro nelle Puglie, a dire il vero in Calabria, precisamente nella fortezza aragonese, costruita sul mare, di Le Castella, piccola località situata nel comune di Isola Capo Rizzuto, sul medio versante Jonico calabrese. Ed è proprio dal torrione del castello che l'”Armata” avvista le navi saracene in attività offensiva. Qui il paesaggio quasi desertico degli anni '60, la struttura architettonica delle abitazioni del villaggio e gli imponenti ruderi del castello aragonese imprimono alle scene una connotazione storico-architettonica ben delineata, non troppo diversa dal coesistente schema medievale voluto da Monicelli nelle scene girate nei borghi e nelle campagne laziali ma che comunque fornisce alle scene finali del lungometraggio elementi nuovi (il mare, le abitazioni rupestri, l'archittetura aragonese) e dunque una visione deviante rispetto al resto del film, quasi disattesa dallo spettatore. Ed è proprio questo aspetto che rende unici i luoghi calabresi. Scovare le location per il film fu compito del bravissimo scenografo e costumista Piero Ghirardi, già premio Oscar con Fellini; ed è lui stesso che consiglia al regista la Calabria per le sequenze finali de “L'Armata Brancaleone”, dopo aver attraversato villaggi abbandonati, borghi medievali, ruderi, campagne e castelli del centro Italia.
Marco Toscano ©

Critica
« Un poema eroicomico in immagini per narrare un'epopea burlesca d'ambientazione paesana e contadinesca, senza luccicare di corazze e sfavillio di bandiere, senza turriti castelli e regali palazzi, senza eroi dal fiero cipiglio né leggendarie imprese. In questo film di Mario Monicelli aleggia lo spirito del Pulci e con identica vocazione iconoclasta l'autore, complici Age e Scarpelli, ha demolito il mitico alone che circonda atti e personaggi di quel periodo storico che da sempre ha offerto al cinema materia per spettacoli rutilanti di colore, magniloquenti e pomposamente retorici pur nel loro piglio spiccatamente avventuroso ».
Giacinto Ciaccio, la Rivista del Cinematografo ©

Voce alle Maestranze
« ...Ma perchè non facciamo un film sul medioevo tanto per ridimensionare l'immagine su questo periodo di disperati che nelle scuole invece descrivono invariabilmente come un'epoca di donzelle, paladini, paggi, castellani e mandole mentre era fatto di barbarie, ignoranza, sporcizia, fame e analfabetismo ? Su questa idea di base nacque il soggetto... ».
Mario Monicelli, il regista del film ©

Curiosità
L'idea di girare il film venne dettata a Monicelli dalla visione di alcuni spezzoni di un'opera rimasta incompiuta dal titolo Donne e Soldati, diretta da Antonio Marchi e Luigi Malerba e prodotta da Marco Ferreri, incentrata su una rappresentazione goliardica del periodo medievale.

Il produttore Mario Cecchi Gori fu talmente scettico nel produrre il film da non pagare l'ingaggio al regista ma a proporgli una percentuale sugli incassi (condizione che si rivelò proficua per Monicelli tanto da fargli guadagnare più del triplo di quanto il produttore fiorentino gli avrebbe offerto).

Il termine Armata Brancaleone è entrato nel linguaggio comune ed è riportato ormai da diversi dizionari della lingua italiana. Esso indica un gruppo variopinto, un'accozzaglia di persone dalle idee confuse e poco organizzate ed ha un significato fortemente dispregiativo o irriverente. Generalmente è utilizzato in ambito sportivo, politico o militare.

Il titolo provvisorio del film in fase di produzione era Le Caccavelle, termine con cui si indicano le pentole e gli utensili da cucina che l'armata di pezzenti al seguito di Brancaleone usa come armi ed armature.

La pellicola ha subito un restauro nel 2005 realizzato, sotto la direzione di Giuseppe Rotunno, dall'associazione Philip Morris Progetto Cinema su indicazione del regista Giuseppe Tornatore.

Di questo film è stata realizzata anche una parodia a fumetto disegnata da Andrea Freccero per la Disney, intitolata "Paperleon dai scorcia", apparsa sui numeri 2046, 2047, 2048 e 2150 di Topolino.

Gossip
I racconti della permanenza della troupe del film a Crotone parlano di grandi abbuffate consumate da Gassman e Volonté fino a sentirsi male. Su tutti era Folco Lulli a intrattenere i commensali dopo aver bevuto qualche bicchiere di vino in più. Tali convivi avevano luogo al ristorante “il Girarrosto” di Pompeo Forte situato nelle parte centrale del corso di via Vittorio Veneto, nel palazzo adiacente quello della Banca popolare del Mezzogiorno.

Galleria Fotografica


Scena in cui l'armata giunge ad Aurocastro (Le Castella)
Scena del film girata al Castello Aragonese di Le Castella
Brancaleone a cavallo. Sullo sfondo abitazioni rurali del borgo
Brancaleone indica la fortezza aragonese dall'alto della collina
L'armata condannata al rogo. Sfondo con il mare di Le Castella

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