Il ladro di bambini (Italia/Francia/Svizzera, 1992)

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Altri titoli
Les Enfants Volés (Francia)
Gestohlene Kinder (Germania)

The Stolen Children (Regno Unito)

Durata: 114 min.
Colore: colore
Audio: sonoro
Genere: drammatico
Regia: Gianni Amelio
Aiuto Regia: Marco Turco
Soggetto: Gianni Amelio, Sandro Petraglia, Stefano Rulli
Sceneggiatura: Giorgia Cecere, Gianni Amelio, Sandro Petraglia, Stefano Rulli
Fotografia: Tonino Nardi, Renato Tafuri
Scenografia: Andrea Crisanti
Montaggio: Simona Paggi
Musiche: Franco Piersanti
Costumi: Gianni Gissi, Luciana Morosetti
Produzione: Angelo Rizzoli Jr. (Erre Produzioni, Alia Film, Raidue, Arena Film Parigi, Vega Film Zurigo)
Distribuzione: D.A.R.C.
Cast: Enrico Lo Verso (Antonio), Valentina Scalici (Rosetta), Giuseppe Ieracitano (Luciano), Florence Darel (Martine), Marina Golovine (Nathalie), Renato Carpentieri (il maresciallo), Fabio Alessandrini (Grignani), Agostino Zumpo (sacerdote istituto), Vitalba Andrea (la sorella di Antonio), Massimo De Lorenzo (Papaleo), Celeste Brancato (la signora Papaleo), Vincenzo Peluso (il carabiniere napoletano), Santo Santonocito (il carabiniere siciliano), Maria Pia Di Giovanni (la madre di Rosetta), Lello Serao (cliente casa Rosetta), Antonino Vittorioso (lo scippatore)

Premi e Riconoscimenti: Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes 1992; 5 David di Donatello 1992 per miglior film, miglior regia, miglior produzione, migliore colonna sonora, miglior montaggio e 2 Premi Speciali; 2 Nastri d'Argento 1992 per miglior regia e miglior sceneggiatura; Premio Felix European Film Awards 1992 per il miglior film; 2 Globi d'Oro della stampa estera; 3 Ciak d'Oro; Premio KRO al Festival di Amsterdam per miglior film straniero
Votazioni della Critica: Morandini (****), Farinotti (***)
Incassi al botteghino: £ 7.799.629.000

Location: Bocale (Frazione del comune di Reggio Calabria) (chilometro 15 della S.S.106)

Sinossi
Antonio, giovane carabiniere calabrese in servizio a Milano, deve accompagnare in treno due fratelli (una ragazza ed un bambino), strappati ad una famiglia sfruttatrice e senza scrupoli che constringe loro a compiere atti indicibili, in un orfanotrofio vicino Roma. Qui non vengono accettati ed il carabiniere è costretto a prolungare il suo viaggio in loro compagnia fino in Sicilia, facendo tappa intermedia nella sua Calabria.

Il Film e il Paesaggio Calabrese
Un esplicito riferimento geografico alla Calabria viene dal pluripremiato film di Gianni Amelio “Il ladro di bambini”. La Calabria è la terra dove Antonio (il carabiniere) è nato ed ha vissuto per molti anni prima di arruolarsi nelle forze dell'ordine, e proprio lì si ferma a riposare con i due bambini al suo seguito a casa dei suoi. Un Amelio (anche lui calabrese) dall'indole quasi mai nostalgica riprende con la macchina da presa un'area costiera della regione (la frazione di Bocale, alla periferia sud di Reggio Calabria) attraversata da una strada statale (S.S.106) assolata e trafficata, un paesaggio corroso dalla speculazione edilizia, un territorio imbavagliato in un abusivismo incontrollato e deturpato da una barbara cementificazione. Beh, questo è un ritratto che, indubbiamente, risulta essere funzionale al film del regista calabrese, in quanto fornisce allo spettatore facili elementi di paragone con le vicende vissute dai due piccoli protagonisti: le case costruite a metà e non intonacate si possono comparare alle giovani vite “incomplete”, "spezzate" di Luciano e Rosetta, alla ricerca disperata di affetto e serenità; la deturpazione del paesaggio e l'abusivismo riportano alla mente gli abusi ai quali soggiace Rosetta, “violentata” e privata di una serena adolescenza dai suoi stessi familiari. Per quanto concerne i familiari di Antonio, questi riflettono tradizioni consolidate (e tuttora esistenti) di una parte di calabresi o, generalmente, meridionali fortemente legati al festeggiamento (con doveroso luculliano banchetto e con un numero imprecisato di invitati, con annessa parentela fino al terzo grado) di qualsivoglia sacramento religioso (dal battesimo al matrimonio) o ricorrenza; gli interni della sua casa natale, invece, mettono in risalto gli usi relativi alla conservazione dei prodotti gastronomici fatti in casa (scena con i capicolli e le salsicce appesi a stagionare a cavallo delle travi in legno). Insomma una fotografia della Calabria stereotipata ma, ancora, drammaticamente attuale. Oltre alla Calabria, i luoghi usati per le riprese del film sono, in ordine cronologico di apparizione: Milano in Lombardia, Roma e Civitavecchia (RM) nel Lazio, Marina di Ragusa (RG) e Noto (SR) in Sicilia.
Marco Toscano ©

Critica
« Si possono “rubare” i bambini, senza però con questo arrivare a commettere alcun reato. Anzi, quel rubare può voler dire attingere, incantati, al meglio del loro animo. In Il ladro di bambini, di Gianni Amelio, sono due gli autori del “furto”: il giovane protagonista, il carabiniere calabrese Antonio (Enrico Lo Verso), e lo stesso Amelio, da sempre attentissimo alle emozioni e ai sentimenti dei più piccoli... Un viaggio in Italia, prima in treno e poi in macchina, attraverso realtà sociali disastrate, immerse in una natura ancora, e nonostante tutto, meravigliosa. Dimentico per un attimo del suo dovere d’ufficio, Antonio viene rapito dalla sincerità e dalla purezza, anche in questo caso nonostante tutto, dei due fratellini: si attarderà con loro, di fronte al mare, e poi per le vie di una città, rischiando un’accusa di sequestro di persona. Poi il doloroso distacco, in un finale cinematograficamente e umanamente perfetto ».
Luigi Paini, Il Sole 24 Ore ©

Curiosità
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Gossip
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Galleria Fotografica

La casa di Antonio, oggi è un sala ricevimenti
Lo Verso osserva il mare dello Stretto (sullo sfondo un traghetto)
Scena del film girata a Bocale, al chilometro 15 della SS 106

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